Giocatore dell’anno diventa presidente della Liberia

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Sessanta ore di trattative e infine l’accordo che pone fine allo shutdown: il senato americano approva il provvedimento per finanziare il governo federale, la camera si appresta a fare altrettanto e il presidente ad apporre la firma finale. Donald Trump si rallegra con i democratici rinsaviti, ma questi rilanciano il programma di Obama per i minori immigrati illegalmente la cui posizione dovrà essere subito rivista. La prima presidente donna in Africa, Ellen Johnson Sirleaf, dopo dodici anni durante i quali ha sconfitto la guerra civile e l’epidemia Ebola, lascia il posto a George Weath che presta giuramento in uno stadio coloratissimo e plaudente. Weath, che ora ha cinquantun anni, nel 1995 è stato proclamato dalla Fifa giocatore dell’anno e ha fatto parte della squadra del Milan. Adesso, dopo aver ottenuto il mandato travolgente dal popolo liberiano, dovrà affrontare i problemi della corruzione e della disoccupazione giovanile. Virginia Raggi, nell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali, avvia con il vice sindaco Luca Bergamo le procedure per sostituire l’intitolazione delle strade recanti i nomi di personaggi che avevano firmato il manifesto in difesa della razza. Annunciate nuove nozze in Inghilterra: la principessa Eugenia, che lavora nelle gallerie d’arte, sposerà Jack Brooksbank, manager di night club, con il quale ha una relazione da sette anni. La regina Elisabetta e il principe Filippo si dicono molto contenti e augurano ogni bene alla coppia.

Lillo S. Bruccoleri