Il ritorno di Yulia nella politica

Viene individuata, come riferisce la rivista «Nature», la materia visibile prevista dai calcoli ma che non si trovava in dieci miliardi di storia cosmica; si nasconde nei filamenti di gas che attraversano l'universo come una ragnatela. Spiega Francesco Nicastro, che ha coordinato la ricerca condotta per diciotto anni dall'Istituto nazionale di astrofisica in collaborazione con altre istituzioni europee, statunitensi e italiane: questa materia è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria; si può dire di avere risolto uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna: quello dei barioni mancanti. Yulia Tymoshenko torna sulla scena politica: la «Giovanna d'Arco» della rivoluzione arancione in Ucraina, che in passato ha ricoperto il ruolo di primo ninistro, intende ricandidarsi in opposizione al presidente Petro Poroshenko: lo ha annunciato ufficialmente con un video pubblicato nella sua pagina su facebook. Giuseppe Conte si incontra con Donald Tusk anticipandogli la posizione italiana al prevertice di Bruxelles sulla prima e seconda accoglienza dei migranti. Il parlamento ungherese approva la modifica costituzionale che introduce una stretta sulle richieste di asilo e pone il divieto di accogliere i migranti economici. Angela Merkel, pur essendo in difficoltà nei rapporti con la componente bavarese della sua maggioranza, ribadisce che la migrazione e l'integrazione sono sfide del nostro tempo a cui bisogna rispondere in modo costruttivo, umano ed europeo, bloccando nello stesso tempo gli scafisti e il traffico di esseri umani. Sull'argomento interviene l'ottantunenne Vanessa Redgrave, che si trova a Roma per il docufilm del figlio Carlo Nero dedicato al dramma dei rifugiati che approdano sulle coste europee con uno sguardo particolare sui bambini; la star inglese sottolinea che la democrazia in Europa dipende anche dalla capacità di accogliere i profughi.

Lillo S. Bruccoleri

La Brenva

di Federico Tosti

Come un porpo gigante che s’attacca
a le vittime sue pe’ divoralle
cola er ghiacciaro giù, de valle in valle,
scopremnn qui ’na guja, là ’na placca.

Circonda li pinacoli, le spalle;
geme, se torce, scricchiola, se spacca;
co’ ’na potenza che nun è mai stracca
trascina in groppa rupi nere e gialle.

È verde-azzurro in tutto er frontespizzio,
rotto, contorto, «seraccato», ardito,
sospeso a picco sopra er precipizzio.

Ma spesso, ner silenzio che ristagna,
cascheno ’sti «seracchi». E l’infinito
pare che crolli sopra la montagna.


Difenno un timido

di Medardo de la Rocca

Si Babbucetto Rosso nun risponne,
intervenisco a faje da avvocato
in quanto Martufoni m’ha stufato
co tutte ’ste mazzate furibbonne.

Nun so si fa sur serio o se confonne,
penzanno d’esse un genio appatentato,
ma tutte le cazzate che ha sparato
le deve rignottille tonne tonne.

Quer poro Babbuccetto, ch’è discreto,
si lo volesse, bello che ignorante,
potrebbe dà lezzione d’arfabbeto.

Ma datosi che, invece, è un gran signore,
dimostra la grazzietta più importante,
ossia d’esse ’na penna de valore.


Er maneggione

Ormai so’ etichettato «maneggione»
a causa de l’apparti che ho truccato
e adesso, porca zozza, so’ indacato
pe furto, peculato e coruzzione.

Er fatto ha sollevato un porverone,
a dilla onestamente, esaggerato;
datosi che sì e no ciavrò abbuscato
quer poco pe dua-tre generazzione.

Che male c’è? Pur io ciò ’na famija,
un centinaro de parenti cari,
un par de mignottone a Ventimija.

E pe ’sta gente che me costa tanto
m’hanno appioppato li domiciliari
invece de provede a famme santo.


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