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mercoledì, febbraio 21, 2018

Il presidente simbolico

Presentato al ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il «Padiglione Italia» della biennale di architettura che si terrà a Venezia dal 28 maggio al 25 giugno. Il curatore Mario Cucinella lancia l'idea dell'«Arcipelago Italia», che è costituito non solo da grandi opere e archistar, ma soprattutto da piccole realtà che hanno fatto la storia e dal lavoro modesto e fondamentale di tanti professionisti lontani dal glamour che sanno realizzare cose straordinarie. Archiviato dopo un anno dal tribunale di Roma, per infondatezza della notizia di reato, il procedimento nei confronti del sindaco Virginia Raggi per la nomina di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria politica. Silvio Berlusconi smentisce tiepidamente le proprie ambizioni di ascesa al colle una volta superati gli ostacoli formali; dichiara inoltre che, visto che il suo ruolo di regista funziona, non c'è bisogno neanche che ritorni in parlamento. Il presidente dell'Anp Abu Mazen chiede per quest'anno una conferenza multilaterale come parte del piano di pace per il riconoscimento della Palestina quale stato regolarmente accolto nell'Onu. Si va verso la rielezione simbolica in una sala del parlamento belga del presidente catalano Carles Puigdemont, il quale ha designato per la presidenza effettiva il numero due della sua lista Jordi Sanchez. Conferita la cittadinanza svedese al ricercatore iraniano Ahmadreza Djalah, in carcere dall'aprile del 2006, condannato per spionaggio alla pena capitale per la pubblica ammissione di avere svelato ai servizi israeliani i nomi degli scienziati impegnati nel programma nucleare.

Lillo S. Bruccoleri

Li gatti de la Rotonna

di Vincenzo Misserville

Quanno d’inverno piove, la Rotonna
te mette addosso un senso d’oppressione,
spece si quarche vorta ciai occasione
de capitacce solo, a notte fonna.

’Na foresta de pietra! Ogni colonna
diventa umida e nera. Lì ar cantone
la luce fredda e opaca d’un lampione
rischiara ammalappena una Madonna.

Ma si te fermi sotto ar colonnato
vedi sbrilluccicà tante fiammelle
fosforescenti e dense de mistero.

So’ l’occhi de li gatti. E tu, stregato,
te senti quasi raggriccià la pelle
penzanno: «Ma so’ gatti pe’ davero?»


Rimpianto

di Andrea Salzano

Penso a la prima vorta che t’ho visto,
m’hai dato un’emozzione senza uguali,
co te io me sentivo scoppià er còre...
Nun so’ come tu vòi, scusa se inzisto.
Ammalappena canti, soni e balli,
o quanno se inebbriamo come pazzi,
io vivo dentro a mille e più romanzi
e ancora soffro si me torna in mente
la mano mia che strigne quella tua.
E adesso vojo stà co te ’stanotte,
pensà che sarai mia tutta la vita,
restà qua dentro senza via d’uscita,
a ride e piagne fino a ch’è domani.
Me pento, sai, de tutto quer che ho fatto;
nu’ me resta che scrive ’na poesia.
Nun ciò più te, dannata gelosia!
So bene che «co te tutto è perfetto».


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